+ Guida Turistica
 + Cenni Storici
 + Eventi e Manifestazioni
 + Galleria Fotografica
 + Servizi Turistici
 + Dove Mangiare
 + Dove Dormire
 + Dove Soggiornare
 + Prodotti Locali Tipici
 + Museo Comunale
 + Come Arrivare
 + Tour Virtuale

 

 

ORARIO DI VISITA MUSEO   

 MUSEO COMUNALE DI LUCIGNANO

 

Orario Apertura Anno 2009-10

 

 

orario invernale Ottobre-Marzo:

    • Lunedì dalle ore 10,00 alle ore 13,00
    • Mercoledì, Giovedì e Venerdì: dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle 14,00 alle ore 17,00
    • Sabato e Domenica: dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle ore 14,00 alle ore 18,00
    • Ulteriori aperture su prenotazione per gruppi superiori a 15 unità;

Chiuso il martedì

 

 

orario estivo Aprile-Settembre:

Giorno

 

Mattina

Pomeriggio

Lunedì

 

Dalle ore

 

Alle ore

10.00

 

13.00

Dalle ore

 

Alle ore

14.00

 

18.00

Martedì

 

 

Giorno di chiusura

 

 

Giorno di chiusura

Mercoledì

 

Dalle ore

 

Alle ore

10.00

 

13.00

Dalle ore

 

Alle ore

14.00

 

18.00

Giovedì

 

Dalle ore

 

Alle ore

10.00

 

13.00

Dalle ore

 

Alle ore

14.00

 

18.00

Venerdì

 

Dalle ore

 

Alle ore

10.00

 

13.00

Dalle ore

 

Alle ore

14.00

 

18.00

Sabato

 

Dalle ore

 

Alle ore

10.00

 

13.00

Dalle ore

 

Alle ore

14.00

 

19.00

Domenica

 

Dalle ore

 

Alle ore

10.00

 

13.00

Dalle ore

 

Alle ore

14.00

 

19.00

 

·   Ulteriori aperture su prenotazione per gruppi superiori a 15 unità;

Chiuso il martedì

In caso di festività infrasettimanali il Museo sarà aperto

 

Per informazioni e/o prenotazioni tel. al n. 0575/838001(Museo, orari di apertura) e/o al n. 0575/838035/6/3, Ufficio Cultura),

e-mail: lucignano@comune.lucignano.ar.it

www.comune.lucignano.ar.it

 

 

Prezzi:

da 0 a 6 anni gratuito

studenti fino a 18 anni, ultra65 anni, gruppi sopra 15 persone, soci touring club italiano €. 2,00

biglietto intero €. 3,00 

 

 

Il Museo comunale è ospitato al piano terreno del Palazzo comunale(XIII sec.). Vi si  accede  dalla sala  d'ingresso  del Palazzo attraverso  una porta  a sesto   acuto  che  introduce a  un corridoio  coperto da  una volta  a botte, sul quale  si aprono  due sale  laterali  comunicanti  e la  sala della Cancelleria dell'antico Tribunale.

Lungo il   corridoio d'ingresso  sono poste due coppie di "testate di bara" di  scuola senese, dipinte su entrambi i lati e racchiuse in elaborate cornici, sorrette da zampe leonine sormontate da arpie.

Le   prime   due  sono datate 1626  e provengono  dall' oratorio  di S.  Francesco;  le seconde   sono  datate rispettivamente 1777 e 1627  e  provengono  dal Santuario della Madonna della Querce.

In una vetrina  posta verso la fine del corridoio sono esposti vari oggetti sacri: un turibolo e una navicella in argento datati 1628,  provenienti dal Santuario della  Madonna della Querce; un cofanetto in osso e legni colorati, proveniente dalla Chiesa di San Francesco; una tavoletta raffigurante una Madonna in trono del 1300, proveniente dall'Ospedale di Sant'Anna; e una croce in legno dipinta su entrambi i lati (XVI° secolo). Nella parete di fondo una tela ovale di autore ignoto che rappresenta S. Caterina da Siena di scuola toscana e databile alla metà del XVIII° secolo. 

Nella prima  delle due  sale comunicanti  troviamo una grande tela di un ignoto del XVIII°, che rappresenta la Madonna con bambino circondata da santi e angeli a imitazione della sacra Famiglia di Raffaello. L'opera proviene dall'Ospedale di Sant'Anna.

Più avanti due dipinti attribuiti a Luca Signorelli raffiguranti "S. Francesco che riceve le stimmate" e una "Madonna col Bambino".  La prima opera  è collegabile  con un intervento del Signorelli,  effettuato  nel  1482,  sull'armadio  che, nella chiesa di S. Francesco, doveva contenere il reliquiario detto "Albero d'oro" o "Albero della Vita". La seconda opera, anc'essa proveniente dalla Chiesa di San Francesco, doveva far parte di un'ampia composizione con figure che coronavano la Madonna, e che ha subito, negli anni, diversi interventi di restauro e rifacimento come dimostra il falso sfondo in oro punteggiato.

Nella  seconda  sala  sono collocate diverse opere di scuola senese collocabili  tra  il XIII  ed il XV  secolo. Una bellissima "Madonna  con bambino in trono"  (XIV sec.) con in  basso  a destra  ritratta  la  donatrice  e la  scritta: "Monna  Muccia,  moglie che fu  di Guerrino Cantari", attribuita a Niccolò di Segna e dipinta intorno al 1300. Uno splendito trittico (XIV sec.) di Bartolo di Fredi che rappresenta la Madonna in trono con Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, priva dei pinnacoli originari e di altri due pannelli laterali, ora dispersi, e da una predella o basamento, conservato ora nella pinacoteca di Siena.

Nella  parete  di fondo è esposta un'opera di Pietro di Giovanni D'Ambrogio (1448) raffigurante  S. Bernardino da Siena. Il Santo, solenne nei contrappunti dei blu e degli ori dello sfondo, s'erge a monito contro il potere temporale calpestando tre mitre a significare il proprio triplice rifiuto a ricoprire alti incarichi.

Di lato  sulla  stessa  parete,  ammiriamo  una "Crocifissione" del XIII secolo opera  che studi recenti  hanno  attribuito ad ambito umbro, opera fortunosamente recuperata  durante lavori  nel  Palazzo  comunale e che, per  la  vivacità dei suoi colori  e per i particolari  dei personaggi,  è ritenuta una fattura di grandissimo valore artistico e culturale.

La volta e  le lunette  della sala della  Cancelleria  dell'antico Tribunale sono affrescate   con un   ciclo  di  uomini illustri,  omaggio  alla  grandezza  degli antichi   ed   insieme   esempio  per  coloro  che  dovevano  amministrare  la giustizia.  Il ciclo  ( realizzato tra  il 1438 e il 1479 )  si colloca nella tradizione delle  rappresentazioni  degli  eroi antichi, tratti dalla  storia  romana e dalla Bibbia, che a partire dal XIV sec. compaiono nelle decorazioni delle sale dei Palazzi pubblici da Firenze a Siena.  Un'iscrizione  nella parete d'ingresso ne ricorda  la sua funzione e recita:"  Parla poco,  odi assai,  guarda al fin di ciò che fai " ed ancora un'altra iscrizione ammonisce " Odite l'altra parte ".


Una porta, ora murata,  sulla parete  d'ingresso ci ricorda che quello era l'accesso alle prigioni che si trovavano sotto il Palazzo comunale.


Nella  sala é  collocata  una vetrina  contenente  l"Albero  d'oro"  o "Albero della vita" o " Albero di Lucignano".  Si tratta  di un  reliquiario (alto circa 2 metri e 60 centimetri) del XIV-XV secolo proveniente dalla chiesa  di S. Francesco. Dal fusto centrale, appoggiato  su  una  teca a  tempietto  gotico a tre  piani, si liberano dodici rami: sei per parte, il tutto sormontato  da un Crocifisso  e un pellicano. I rami sono coperti da foglie decorate e piccole teche-reliquario a cui apici vi sono medaglioni, che una volta raccoglievano miniature e cristalli di rocca, contornati da rametti di  corallo a rappresentare il sangue di Cristo. Il fascino dell'albero è legato alla sua originalità che lo rende esempio unico dell'oreficeria senese-aretina per mano di Ugolino da Vieri e di Gabriello D'Antonio.